Valegro e Uthopia entrano nella leggenda

di Liana Ayres

Il mondo del dressage è attonito di fronte alla scomparsa di due campioni di sport che hanno segnato un’era. Valegro e Uthopia sono stati addormentati, a pochissimo tempo uno dall’altro. Perché anche in questo tristissimo ma inevitabile passaggio non si sono separati.

La decisione di porre fine alla loro vita è arrivata, con grandissimo dolore, in considerazione del fatto che le loro condizioni di salute non erano più tali da garantire loro il benessere che si meritavano.

Affidando un commosso saluti ai social, Carl Hester ha così comunicato la morte dei due campioni:

“Riposate in pace Blueberry e Uti, due dei più grandi cavalli della nostra generazione.

È con immensa tristezza che abbiamo detto addio a Valegro e Uthopia e, senza dubbio, questa è una perdita difficile da comprendere.

Cercare di scrivere un tributo per questi due cavalli è più difficile di quanto immaginassi. La scuderia non è più la stessa senza di loro. C’è un vuoto nell’aria.

Valegro e Uthopia hanno fatto molto più che vincere medaglie e scrivere la storia. Hanno regalato al nostro sport un’epoca d’oro. Entrambi hanno dimostrato che la grandezza può essere gentile, sensibile e armoniosa e hanno reso orgogliosa una nazione e ispirato tantissime persone.

Aver fatto parte del loro percorso rimarrà per sempre uno dei miei traguardi più importanti e tutto il team e io siamo profondamente grati per la gioia che hanno regalato a noi a casa, ma anche ai loro fan in tutto il mondo.

Le loro vite sono state parallele: hanno viaggiato fianco a fianco per partecipare alle competizioni, hanno vissuto in scuderie vicine, hanno pascolato negli stessi campi e si sono ritirati insieme. Il loro legame e la loro compagnia erano assoluti.

Con l’avanzare dell’età, anche i problemi di salute sono aumentati, quindi permettere loro di lasciare questo mondo insieme è stato l’ultimo atto di lealtà e dignità che ho sentito di poter offrire loro, onorando un legame che non si era mai spezzato in vita.

Lasciano un vuoto enorme, e la scuderia non sarà più come prima, esattamente come noi. Erano la nostra famiglia e li amerò e mi mancheranno per sempre. L’impatto che hanno avuto rimarrà, ma purtroppo non possiamo tenere i cavalli per sempre.

Possiamo solo portare con noi ciò che ci hanno lasciato dentro. E questi due ci hanno lasciato tantissimo”.

Parole cariche di emozione, alle quali hanno fatto eco quelle che nelle stesse ore sono apparse sul profilo di Charlotte Dujardin.

“Caro Blueberry, ti voglio bene. Non so come iniziare questa lettera con altre parole. Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, ma non credo che sarei mai stata pronta. E ora sono qui, seduta, a raccogliere il coraggio per scrivere queste parole, sapendo che non troverò mai quelle giuste. Sapendo che non saranno mai abbastanza, ma desiderando comunque condividere qualcosa perché tante persone ti hanno amato e mi sembra la cosa giusta da fare. Sei stato e sei ancora così amato.

Sei stato la mia costante, la mia roccia. Nei momenti più alti e in quelli più bassi, la tua presenza gentile, il ritmo costante del tuo cuore, i momenti di silenzio che abbiamo condiviso sono stati tutto per me, il posto dove potevo sempre rifugiarmi. In quei momenti di quiete abbiamo avuto tante conversazioni senza parole; mi amavi completamente, così come sono. Tu vedevi il mio cuore e io il tuo.

Non ho mai cavalcato un cavallo come te, Blueberry. Sono sempre stati il tuo cuore e la tua mente a renderti il migliore. Siamo cresciuti insieme, abbiamo imparato insieme, abbiamo creduto insieme. Entravi nell’arena e sapevi quanto fossi speciale: potevo sentire la tua crescita. Il silenzio della folla quando tutti si giravano a guardarti. Mi faceva stare un po’ più dritta, con le spalle indietro e la testa alta: volevo solo renderti orgoglioso, mostrare al mondo di cosa eri capace; potevo sentire ogni muscolo del tuo corpo muoversi, ogni tuo respiro, ogni brivido di eccitazione e ci fondevamo l’uno nell’altra. Era come se potessi sentire il mio cuore parlare e io il tuo. Una collaborazione di cui tutti parlano, ma che non si può davvero capire finché non la si prova. E abbiamo ballato, Blueberry, abbiamo ballato…

Hai trasformato il nostro sport, sì. Le Olimpiadi di Londra sono state il palcoscenico più grande e non avevamo idea di come sarebbe cambiato il nostro mondo, solo una ragazza e un cavallo che facevano del loro meglio.

Ma il dono più grande di tutti è stata la gioia che hai portato in questo mondo. Hai fatto sorridere le persone ogni singolo giorno della tua vita. Che dono raro e speciale è questo. Eri nato per farlo, sapevi sempre chi aveva bisogno di cure particolari: eri così gentile con i miei bambini e con tutti quelli che ti incontravano, specialmente con chi non stava bene. Vedere gli occhi illuminarsi: che differenza hai fatto! A chi ha avuto la fortuna di incontrarti, anche solo di sfuggita, hai dato speranza, amore e fiducia: hai davvero cambiato la vita delle persone, solo con un tocco, una coccola, un respiro caldo sul viso; semplicemente essendo te stesso. Sono così felice che William e Isabella ti abbiano incontrato: cresceranno conoscendo il tuo nome, ascoltando storie su di te, guardando foto e video che ti ritraggono. Continuerai a vivere, non solo nei loro cuori, ma in quelli di tante altre persone, e questo mi rende molto felice: meriti di essere ricordato per sempre, e lo sarai.

Tu hai scelto me. E io sono stata tua per sempre. Non so né perché, né come, ma ringrazio la mia buona stella per averlo fatto. La nostra storia è una storia che chiunque abbia mai amato un cavallo può capire: ben oltre le medaglie e il talento, la ragione per andare avanti, la ragione per cui ci alziamo la mattina e facciamo quello che facciamo: per il semplice amore di un cavallo.

Sei stato, e sarai sempre, il mio unico su un milione, ed è stato l’onore della mia vita essere non solo la tua compagna di ballo, ma anche la tua migliore amica. Nessuno potrà mai portarci via la magia che abbiamo condiviso, e un giorno balleremo di nuovo insieme.

Sento la tua presenza, so che sei qui. L’altro giorno, dopo aver finito le riprese, ho visto un pettirosso che se ne stava seduto tranquillamente lì vicino, a guardarmi. Poco dopo è arrivato un secondo pettirosso e entrambi sono volati via. Tu e Uti, sempre fianco a fianco, sempre insieme. Mi mancate entrambi, più di quanto possa esprimere a parole. Il pettirosso è rimasto lì giusto il tempo necessario per farmi capire che eri lì con me. Questo mi dà forza e continuerò a cercarti.

Ti amo, Blueberry. Con tutto il mio cuore. Per sempre e per sempre mio bellissimo, adorato ragazzo

Entrambi Kwpn, nipoti di Ferro, avevano un anno di differenza. Uthopia era nato nel 2001, Valegro nel 2002. Valegro e Charlotte Dujardin hanno vinto insieme tre medaglie d’oro olimpiche: quella a squadre e quella individuale nel 2012 a Londra e quella individuale nel 2016 a Rio, quando la squadra britannica conquistò l’argento. Hanno vinto l’oro mondiale individuale nel 2014, l’oro europeo nel 2013 e nel 2015 e due titoli consecutivi nella finale di Coppa del Mondo.

Uthopia e Carl facevano parte della stessa squadra che ha vinto l’oro olimpico nel 2012, hanno conquistato l’oro a squadre europeo e l’argento individuale nel 2011 e il bronzo a squadre nel 2013. Cavalli come Valegro e Uthopia hanno regalato alla disciplina rettangoli indimenticabili e hanno portato il dressage molto più vicino al cuore del grande pubblico. Anche per questo ci mancheranno. Anche per questo verranno ricordati a lungo.

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