Le interviste di Dressage.it: Andrew Gardner

di Redazione

Andrew Gardner, 60 anni, vive nel Galles, in un’aerea agricola vicino al mare. Durante la settimana però dato che lavora a Cardiff, si sposta a Monmouthshire, sempre nel Galles. Giudice 5 stelle, già direttore del British Dressage e presidente del British Dressage Judges, nel 2021 è stato membro della giuria di ToKyo. Dressage.it ha avuto il piacere di raccogliere la sua intervista.

Quando e come si è imbattuto nei cavalli? E quando e come nel Dressage?

«Già da bambino frequentavo una scuola di equitazione locale. Lavoravo e ricevevo in cambio lezioni di equitazione. Mi accontentavo di montare qualsiasi cavallo, sia in salto ostacoli sia in corsa. Ero molto coraggioso a quel tempo… Non avevo paura a montare cavalli complicati e avevo tutta la pazienza necessaria per lavorare i soggetti più difficili cercando di sviluppare la loro confidenza e fiducia. Molto del tempo era dedicato al salto ostacoli. Ma mi piaceva lavorare in piano con quei cavalli. Così si sviluppò sempre più il mio interesse per il dressage. Qui si accese la scintilla»!

Mr. Gardner, quando è diventato giudice di dressage?

«Ho cominciato a giudicare nell’ambito del sistema formativo sviluppato del Comitato dressage  della British Horse Society nel 1985. I giudici erano inseriti in una lista che andava dal livello più basso, lista 6 – Livello Preliminary/Novice fino al livello 1 Grand Prix. Per accedere a ciascun livello si dovevano superare esami tenuti dai giudici più esperti (quasi sempre giudici internazionali FEI) che ci affiancavano nella formazione per poi giudicare se fossimo idonei al passaggio di grado. Ricordo un ‘tale’ (ironico – nota del traduttore) Stephen Clarke quale mio esaminatore in quel periodo. Più tardi siamo diventati grandi amici e colleghi».

Come si è sviluppata a sua carriera?

«Se osservo bene questo aspetto mi rendo conto che la mia carriera si è sviluppata molto velocemente. Forse fin troppo se ci penso sopra. Ma vivevo per questo traguardo. Studiavo e osservavo e mi allenavo al ‘compito’ in continuazione, togliendo molto tempo alla mia professione nel settore immobiliare. Studiavo e mi preparavo al ruolo di giudice e contemporaneamente mi impegnavo ad addestrare i miei cavalli, quando ne avevo. O montando cavalli di altri proprietari quando non ne avevo di miei. Molti amici mi hanno dato un supporto veramente generoso a quel tempo, la mia amica Isobel Wessels, Pammy Hutton alla Talland School e poi Ferdi Eilberg. Ho avuto diverse buone occasioni per giudicare già all’inizio della mia carriera a livello Grand Prix in Gran Bretagna e sono stato in giuria a diversi campionati nazionali britannici. Sono quindi stato preso in considerazione per iniziare la mia carriera internazionale dove ebbi Eric Lette e Uwe Mechlem come istruttori/formatori al mio primo seminario in Austria. Due grandi giudici per i quali nutro tuttora rispetto e stima per la loro saggezza e indirizzo tecnico. In seguito ho avuto il privilegio di poter giudicare a livello internazionale e riconosco di aver ricevuto grande supporto in ciò, da Stephen Clarke e David Hunt».

Secondo lei Mr. Gardner, quale dovrebbe essere il rapporto tra giudici e altri addetti ai lavori (cavalieri, trainers, sponsor, media etc)?

«Siamo tutti uniti dal fatto di essere amanti dei cavalli, dal desiderio di aderire ai principi classici che stanno alla base dell’addestramento e sviluppo dei cavalli da dressage e il nostro apprezzamento della qualità che ne risulta. Abbiamo responsabilità diverse, ma dovremmo agire unitariamente nel preservare le finalità di cui sopra ad essere aperti e onesti nelle relazioni tra di noi e quindi lavorare tutti insieme. Dobbiamo fissarci tutti di perseguire gli stessi obbiettivi. La chiave di tutto sta nel rispetto. Lo si deve guadagnare, ma va anche supportato da ogni prospettiva».

Ha delle preoccupazioni quando si accinge a giudicare una ripresa?

«Sì, sono sempre nervoso… Mi preoccupo di essere in grado di fare un buon lavoro e questo si ripete sempre. Ma appena comincio a giudicare la tensione sparisce e tutto torna al proprio posto… E così entro “in zona giudizio”. Mi ripeto il mantra che mi è stato insegnato “osserva il movimento, dai un voto e passa al successivo, ogni movimento è nuovo e va trattato come tale”».

Mr. Gardner, sui hobbies?

«Ho due cani Whippet e questi sono il mio hobby. Ho anche recentemente allevato un puledro che mi ha dato tanto piacere. Non ho particolari aspettative future ma mi piace vedere questa nuova creatura che si affaccia alla vita».

Qualche suggerimento da dare alla FEI riguardo ai giudici?

«La comunicazione con i giudici è molto importante poiché essi hanno tanta esperienza e conoscenza da trasmettere e tanta saggezza. Aspetti da condividere per il beneficio di tutti quelli coinvolti nel nostro sport. Mi auguro che la FEI continui ad apprezzare il fatto che i giudici sono una parte fondamentale nella infrastruttura del nostro sport e così l’impegno continuo profuso nel loro sviluppo e la loro formazione è cruciale. Ritengo che tutto questo è attualmente ben programmato».

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