Aiuti vocali: gli inglesi dicono sì. Ma, per il momento, non sempre…

di Redazione

Dallo scorso gennaio, il dressage britannico sta facendo da apripista alla possibilità di usare aiuti vocali durante una ripresa.Se da un lato per gli atleti della Union Jack si tratta di un passo verso un miglior ‘dialogo’ tra i due atleti in gara, per molti altri paesi questa novità costituisce un interessante esperimento da monitorare.

La decisione, che ha coinvolto British Dressage e British Riding Club, è il risultato di un sondaggio condotto tra i dressagisti ed è stata accolta con favore praticamente unanime tra gli sportivi.

Durante i rettangoli inglesi sono quindi consentiti aiuti vocali ‘discreti’, a ‘basso volume’, compreso lo schiocco della lingua, a patto che ciò non arrivi a disturbare o interferire con il lavoro di altri cavalli.

Con l’idea che i cavalli, durante il lavoro a casa, siano in un certo senso abituati a sentire la voce di chi è in sella, si è voluto mettere entrambi gli atleti a proprio agio anche durante le gare.

Jason Brautingam, Ceo di British Dressage ha spiegato che questa scelta è in linea con la sua politica di maggior attenzione verso il welfare dei cavalli intrapresa fin dal 2024.

«Una delle proposte avanzate dalla platea dei praticanti volte ad adottare misure che tengano in maggior rilievo il benessere dei cavalli è stata consentire l’uso della voce come ausilio, in particolare per sostenere la progressione dei cavalli giovani e inesperti. La questione è stata discussa dal consiglio e dai nostri comitati tecnici, che hanno approvato all’unanimità questa modifica al regolamento».

Ma… C’è sempre un ma… Anche per gli inglesi, l’uso degli aiuti vocali per il momento non si applica a tutte le gare. Sono esclusi Campionati, Regionali e molti altri casi per i quali si rimanda alla lettura del regolamento di British Dressage. Con il rischio che alla fine si possa ingenerare una certa confusione…

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