Aachen2026: il dressage alla svolta

di Liana Ayres

I Mondiali di Aachen 2026 hanno spento i propri riflettori con i bilanci straordinari che tutti si attendevano da un evento organizzato nel cuore del mondo equestre. In 12 giorni di appassionanti competizioni, si sono contati oltre 500mila spettatori e il livello agonistico è stato altissimo in ciascuna delle sei discipline che hanno di fatto riproposto una delle formule che più di qualsiasi altra ha appassionato il mondo equestre. Vale a dire quella dei WEG.

Sei discipline riunite in un’unica cornice… Ore e ore di competizioni, uno sforzo organizzativo enorme e un livello di competenze mondiali messe in campo per magnificare lo sport e i cavalli.

Il pubblico ha dato un responso inequivocabile. Chi non è riuscito ad andare ad Aachen (peccato, bisognerebbe almeno una volta nella vita…) ha seguito su FeiTv/ClipMyHorse che ha trasmesso, seppur a pagamento, ogni secondo di ciascuna competizione. Con commenti tecnici piacevoli e fatti per intrattenere anche i non addetti ai lavori…

E qui, ci è venuta in mente una frase celebre: “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Lo diceva in tutt’altro contesto Mahatma Gandhi, eppure calza perfettamente anche al nuovo corso dello sport equestre. O meglio, di come lo sport equestre sta imparando a farsi apprezzare da un pubblico sempre più vasto.

Il dressage – siamo onesti – non è la disciplina che vanta una platea sconfinata di estimatori… Eppure Aachen ha dimostrato che con la ricetta giusta, si può riempire uno stadio da 40mila persone. E coinvolgerle al punto da averli tutti in piedi per delle vere standing ovation per i binomi del cuore. Con le linee centrali scandite dall’applauso ritmato ‘a tempo di cavallo’.

Ad Aachen ha funzionato tutto. Perfino il passaggio da diurna a notturna della prova più attesa (il freestyle). Bene gli orari, i tempi delle gare, il mix della giuria, la fluidità dell’organizzazione, la sistemazione dei cavalli, la scelta del Main Stadium…

Nella giornata antecedente l’inizio delle competizioni, Enzo Truppa, FEI Technical Delegate, ci aveva mandato un video dello stadio vuoto. Faceva impressione. Poi ce ne ha mandato uno del giorno della finalissima. E lì ci siamo resi conto che il primo video non era niente a confronto

Anche Versailles, con i Giochi di Parigi, aveva mostrato un avvicinamento del dressage al grande pubblico ma Aachen l’ha consacrato.

È come se una via sia stata tracciata e ora si tratti ‘solo’ di mantenere il livello necessario che serve a percorrerla.

La disciplina, per molti versi, si sta aprendo. Proporre delle Kür con i temi musicali che forniscano al neofita un livello di lettura ‘facilitato’ come hanno fatto i molti aiuta ad avvicinarsi anche a contenuti più tecnici. Così come pure il commento televisivo che spiega cosa si sta guardando in maniera fruibile.

L’ironia di quel ‘Glamourdale airlines welcomes you on board’ ha reso una prova tecnica già straordinaria di suo, in qualcosa che ha fatto sorridere anche chi non ha mai visto montare Lottie Fry e non ha idea di chi sia Glamourdale. E alla gente, anche e soprattutto quando guarda lo sport di livelli così alti, piace anche sorridere.

Ecco, questo è uno dei camei che ci riportiamo a casa da Aachen e soprattutto dal dressage dove le competenze di un ‘facilitatore organizzativo’ come Enzo Truppa ha sicuramente svolto un ruolo significativo.

I risultati, quelli che ci hanno tenuti inchiodati davanti al rettangolo per giorni oramai sono già materiale di lusso da archivio. Le gare di Aachen oramai sono solo l’anticamera di LA28. Dove, magari, ai magnifici in rettangolo in Germania si aggiungeranno le altrettanto magnifiche Dujardin e Bredow-Werndel. Ma quello che non dovrà mai più mancare è la sensazione di piacevolezza, di spettacolarità che il livello tecnico di questo incredibile evento ha saputo offrire con coraggio grazie ai suoi straordinari organizzatori.

Continuiamo a essere il cambiamento che vogliamo vedere…

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